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In poco tempo il terreno musicale è stato preparato
ascoltando i
classici
del
Rock
(comincia ad avere la sua bella età) nelle sue forme
migliori, come i Doors, Deep Purple, Led
Zeppelin, Jethro Tull, Pink Floyd, Genesis e via dicendo, mentre il terreno tecnico è
stato preparato a suon di esperimenti elettronico-musicali con generatori audio
improvvisati ed amenità elettroniche varie; per un pò di tempo la
mia "bibbia" è stata il libro
"L'organo elettronico"
del
dott. Bohm, non credo venga più stampato da
anni.

Quelli che
il rock..
Fondamentalmente sono autodidatta ed
un caso un pò atipico perchè
in genere si comincia in tenera età con qualche studio al
pianoforte, ma io non ho fatto niente di tutto questo ed in effetti
con la musica ho un approccio molto particolare che non è
fatto di pentagrammi, solfeggi e semibiscrome, ma di
frequenze
ed armonici: in pratica non volevo diventare la solita macchinetta
"leggispartito", ma volevo avere un
feeling con il mio strumento,
volevo crescere assieme al mio strumento, migliorandomi e
migliorando il suono della mia tastiera, tenendo a suo tempo come riferimento
assoluto timbrico l' Hammond B3(il
C3, pur avendo la stessa meccanica/elettronica, ho notato che suona
diversamente dal B3 e spesso diverso da esemplare ad esemplare, può essere che
al di là dell'invecchiamento dei componenti interni, i modelli in circolazione abbiano subito
qualche pasticcio) che, guardacaso, sugli armonici si
basa. Non ho mai voluto prendere lezioni formali perché ben sapevo che non
mi avrebbero dato niente di tutto questo e probabilmente m'avrebbero fatto
allontanare dalla musica a gambe levate. L'unica "lezione" mi è stata
data in
occasione della riparazione di una Farfisa Compact del mitico Roger (ricordo il suo gruppo Jet Set Roger),
lezione che ha dato dei nomi a cose che già
individuavo: è stata l'iniziazione al Blues ed al Rock,
tenendo come riferimento personale tastieristi come
Ray
Manzarek e
John Lord.
La mia prima tastiera, la
Yamaha SK15,
è
un riassunto dei suoni sintetizzati tipici degli anni '60 e '70, dagli organi
combo ai sinth, visto che incorpora diverse
sezioni miscelabili che la rendono versatile in parecchie situazioni
ed infatti la posseggo tutt'ora (non per nulla questo modello ha guadagnato da
tempo un suo posto nel Sinth Museum) e quando serve la uso abbinata ad un effetto
eco-riverbero. Andando avanti nel tempo (nel frattempo ero entrato
nel mio primo gruppo, gli "Always Alone") e lasciato
rapidissimamente un, per non dire peggio, deludente emulatore digitale di Hammond quale è la Viscount D9, sono passato ad una tastiera
dai più ritenuta un mito: si tratta della Korg XB3, un
emulatore Hammond usato per qualche mese, ma in seguito scartato per
le scarse possibilità di poterlo modificare per perfezionarne
il suono (ne aveva parecchio bisogno); nel frattempo ero entrato in
possesso del mio primo Leslie: un "Trep"
da 70Watt a singolo rotore.
Il passo successivo è stato l'acquisto della mitica Crumar
T1/C, che in seguito avrebbe subito una numerosa serie di
modifiche e perfezionamenti, divenendo "Crummond", e del Leslie
145, che ho tenuto per 10 anni; la costruzione del preamplificatore Upgrade
per adattare i due strumenti ha portato alla configurazione attuale,
usata spesso nei concerti dei TLT, assieme alla Yamaha SK15
ed ad altre tastiere analogiche comprate in seguito.
Una chicca: la Crumar T1/C era già presente nel negozio
dove ho comprato la Yamaha, ma era guasta e non mi sono fidato a comprarla
perché non sapevo la natura esatta del guasto; in seguito, due anni più tardi,
l' ho comprata efficiente ed ho constatato che l'inconveniente che ha avuto si
trattava di una sciocchezza, ma questo ha
triplicato
il
costo dell'acquisto! Fra i
vari sinth che mi sono passati per le mani posso citare la Farfisa
Synthorchestra 4, acquistata rotta per poche lire ed in
seguito, una volta riparata, utilizzata largamente negli album dei
TLT "Tecnocolor"
e "L'esercista". Il sintetizzatore con 2 DCO
della
Crumar, il
DS1, ha trovato largo impiego ne
"L'esercista" e dal vivo in parecchi concerti dei
TLT.
Più recentemente un amico mi ha ceduto un basso (era uno
Squier Precision), per cui avevo cominciato ad usare saltuariamente anche questo
strumento, passando nel 1999 ad un
Fender
Precision Am.Std. ed abbinandolo al Leslie, utilizzato per un certo
periodo come amplificatore per basso, unitamente al preamplificatore Overfet
ed a degli effetti di phaser ed all'occorrenza il Death
Metal Booster; in seguito, per maggiore comodità
ho comprato un amplificatore Peavey.
Quando però c'è da fare sul serio
lascio da parte il Peavey ed uso un
Ampeg V4BH e cassa 4x10', acquistato a fine
estate 2005, ben suonante ed in grado di far fronte ai livelli di potenza
richiesti nella maggior parte dei casi.
"Always Alone" è il nome del
primo gruppo nel quale ho militato per quasi un anno in veste di tastierista, ma è
stato verso la fine del 1995 che c'è stato l'incontro chiave
con
Andrea e Carlo
Poddighe, con i quali mi sono trovato sulla
stessa lunghezza d'onda, partendo all'inizio con un pò di sano hard rock. Poco più
avanti, in seguito allo storico incontro con
Nicola
TLT Deiana, avvenuto nel corso del 1996,
sarebbe nato il gruppo dal sound più spregiudicato e libero
da ogni catena, ed in seguito da ogni forma seppur minima di
esercizio: i
TLT , che in 10 anni hanno
sfornato una quindicina di album, tutti scaricabili ed ascoltabili on line.
(http://www.poddighe.com/TLT/Index.html)
Passa il tempo ed ormai abbandonate in toto le tastiere (tuoni e fulmini: ho pure
venduto il Leslie che era praticamente immacolato!) se non in qualche
rara occasione e naturalmente per i TLT, ora sono bassista a tutti gli effetti e
le uniche vestigia da ex-tastiera sono ora rappresentate dal "Monocompact"
che mi segue regolarmente nel caso di concertini con il
Poddighe trio e quartetto. E' solo con la formazione ormai
storica dei
TLT
che rimetto mano a sintetizzatori, tastiere ed ex-strumenti di misura
riutilizzati come generatori. Nella primavera 2007 è entrato a
far parte del mio arsenale anche un Theremin
Etherwave della
Moog,
dal suadente suono che va dal Violoncello alla voce di un Soprano, il mio
marchio di fabbrica rimane comunque il Monocompact, che a volte presenta
timbri sorprendentemente simili all' Etherwave.
Fra le tastiere è poi arrivata
anche una Farfisa Compact del 1966; rimessa in sesto (ho cambiato giusto
un centinaio di componenti..) e rimodificata, l' ho poi ribattezzata "Custom
Compact" ed ammetto che è la mia
preferita, al pari del Crummond, quest'ultimo da tempo ospitato e largamente
utilizzato nello studio di
Carlo e
Andrea Poddighe; è poi giunta anche un'altra Farfisa
Compact
ma il modello
Deluxe,
che pur funzionante è in attesa di revisione.
Nel frattempo, oltre all'attività
musicale e customizzazioni varie, è da parecchio tempo che riparo amplificatori,
tastiere ed organi vintage, per cui mi sono passati per le mani parecchi
strumenti, inclusi Hammond e Leslie. |

foto
Astrea Amaduzzi |
Dai primi di
Ottobre 2007 mi
sono trasferito a
Pineto
(TE), facendo un balzo di ben 530km dalla nativa Brescia,
pertanto le attività elettronico-musicali proseguono in
questa nuova zona, ferma restando la collaborazione (per
quanto possibile, al momento non dispongo di elicottero..)
con le formazioni storiche e gli inscindibili TLT.
Il mese di Luglio
2010 vede nuovo trasloco da Pineto a
Casoli di Atri
(TE).
Ed
è da poco che dall' unione della mia
pluriennale esperienza con l'altrettanto pluriennale esperienza di
Emanuele Placidi è nato il
TEFI
Vintage Lab (il
relativo sito è in fase di realizzazione), polo di laboratori per le
riparazioni di strumenti ed amplificatori vintage.
E la Historia continua.......

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