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La Yamaha già
da anni poteva permettersi lo sviluppo di IC custom e già nel
1969 li utilizzava nella sua serie di organi combo YC; grazie a
questa possibilità, i suoi strumenti erano tecnologicamente
ben più avanzati rispetto a quelli della compagine marchigiana,
pur generando sonorità squisitamente analogiche. Di contro,
essendo chip custom dedicati ed ad elevata scala di integrazione, le possibilità interne di "smanettamento"
si riducono. Questa tastiera semi-analogica (generazione con ricostruzione digitale delle forme d'onda, trattamento analogico)che ho comprato per prima nel 1993, risale al 1981 ed è piuttosto versatile poiché include una sezione di drawbar-organ (dispone di 5 cori e relativi sliders: 16', 8', 5'1/3, 4', 2'), una sezione di strings ensemble (strings 16', 8') ed una sezione di sintetizzatore polifonico con i relativi comandi di rito, sezioni tutte e tre miscelabili e disponibili contemporaneamente; la polifonia è comunque limitata a 7 note.
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dal 19 ottobre 2007